Cocaine – La vera storia di White Boy Rick

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

Dramma famigliare

Arriva al cinema il secondo lungometraggio a firma Yann Demange. Il regista francese, consegna alla platea una versione, piuttosto fedele alla realtà, della storia di White Boy Rick. Rick (Richie Merritt) è un ragazzo bianco (in questo film la distinzione razziale conta) che vive con il padre, il quale smercia armi rivendendole poi all’ingrosso, e la sorella. L’ambiente famigliare nel quale Rick cresce non è dei migliori. La madre ha lasciato la famiglia in passato e la sorella di Rick, Donna Wershe (Bel Powley), è una giovane ragazza tossicodipendente. Suo padre Richard Wershe Sr – che ha le sembianze del premio Oscar Matthew McCounaghey – non gode della stima del ragazzo, il che lo porta a frequentare una piccola banda di criminali neri stabilitasi nel quartiere. Rick viene chiamato White Boy essendo l’unico ragazzo bianco presente nella banda; il suo migliore amico Boo (RJ Cyler) cerca in tutti i modi di non fargli pesare la differenza.
Il film è ambientato nella Detroit del 1984 dove non mancano elementi come droga, armi, crimini vari e, ovviamente, la polizia. A causa delle sue frequentazioni, Rick viene avvicinato da due poliziotti che poco hanno di buono (con i volti di Rory Cochrane e di Jennifer Jason Leigh). Il ragazzo finirà dentro una pericolosa spirale composta da droga, sesso, soldi e potere che segnerà la sua vita. Il film subisce una pesante trasformazione quando, sull’orlo della classica pellicola dedicata al genere criminale, si trasforma in un vero e proprio dramma famigliare. Memorabile è la scena in cui padre e figlio corrono a salvare Donna dalle grinfie di un tossico che la stava uccidendo a furia di iniezioni di eroina. Proprio in questa scena, e in quelle subito successive, si capisce quanto sia complicata e disastrata la situazione famigliare del protagonista, sottolineandone però l’impegno nel tentativo di salvare il salvabile. Richard Sr (McCounaghey), da quel personaggio alla deriva visto nella prima ora di film, diventa un uomo integro tutto d’un pezzo disposto a tutto per il solo obiettivo di salvare il suo rapporto con i figli. Come in ogni triste storia famigliare che si rispetti però, oltre ai classici problemi di incomprensioni tra genitori e figli, subentrano i problemi economici. White Rick (Merritt) diventa così un dealer a tutti gli effetti. La mossa porterà su di lui gravi ripercussioni che si concluderanno nel peggiore dei modi. Chi ha avuto modo di conoscere la storia di White Boy Rick saprà come culmina la disavventura del giovane spacciatore.
Cocaine – La vera storia di White Boy Rick, come si evince dal titolo, è una storia che parla di droga. Il momento descrittoci dal regista è ovviamente quel periodo storico in America a cavallo degli anni Ottanta. Ronald Reagan (mai citato nel film) è alla presidenza degli Stati Uniti e chi conosce un po’ di storia certamente ricorderà i suoi discorsi sulla dichiarazione di guerra alla polvere bianca. L’elemento che la droga sia in realtà un mannaia che uccide i giovani, viene citato più volte nel film consegnandoci un forte messaggio negativo nei suoi confronti e invitando lo spettatore a fare la scelta giusta. La scena madre del film è quella sopracitata in cui i due protagonisti corrono a recuperare la figlia/sorella, ridotta in uno stato pietoso proprio a causa dell’abuso di sostanze stupefacenti, per poi salvarla e ripulirla. Gli elementi presenti nel film, che si presenta prima come storia criminale poi come dramma, arricchiscono una buona sceneggiatura senza eccessivi colpi di scena ma con il giusto dosaggio di intrattenimento. Cocaine è anche un buon film storico che ci racconta la situazione delle periferie americane dello stesso periodo (l’arco temporale parte nel 1984 e si conclude nel 1986). Oltre alla già citata difficile situazione della droga, l’America si trova ad affrontare temi come la vendita legale (e illegale) delle armi da fuoco e la questione razziale. Non sono particolarmente memorabili le performance degli attori salvo due casi. L’esordiente Richie Merritt sembra trovarsi a suo agio nell’interpretazione di White Boy Rick e anche la giovane Bel Powley nel ruolo della sorella Donna Wershe, regala una drammatica interpretazione gradevole e sufficiente. Strano a dirsi, ma sono proprio i veterani a steccare in questo film. Matthew McCounaghey cerca di calarsi nei panni di Wershe Sr ma sbatte contro il carattere del personaggio che non sembra adatto ad un attore del suo calibro. Anche i dialoghi scritti per lo stesso personaggio non risultano per niente memorabili bensì piuttosto fuorvianti. Delusione anche per il personaggio di Jennifer Jason Leigh che è totalmente fuori ruolo come poliziotta. I tempi di Daisy Domergue di The Hateful Eight sembrano lontani per la candidata all’Oscar, che ha steccato anche nello sci-fi Annientamento. Non un periodo fortunato per l’attrice originaria di Los Angeles. I restanti personaggi, fungono più che altro da cornice comportandosi chi bene, chi discretamente.
Cocaine è un film biografico che a differenza di molti altri non eleva i criminali a miti, ma anzi dimostra cosa possa veramente succedere se si oltrepassano quei limiti e si prendono quelle determinate decisioni dalle quali non è più possibile tornare indietro.

Stefano Berardo