Baozha!

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8.0 Awesome
  • voto 8

Il paradiso può attendere ancora un po’

Sembra proprio non volersi arrestare la favolosa corsa nel circuito festivaliero di Baozha!. E per fortuna aggiungiamo noi, poiché i consensi e i riconoscimenti raccolti sino ad ora, compreso il prestigioso National Youth Film Awards 2017, il cortometraggio animato firmato da Jasper Liu (solo omonimo del più noto attore, modello e cantante taiwanese) se li merita davvero tutti. Dopo un lungo tour in giro per il mondo, l’opera breve del giovane cineasta di Singapore ha finalmente fatto sosta anche nel Bel Paese, per la precisione in quel di Conversano, dove è stata selezionata nel concorso dedicato alle scuole di cinema della 15esima edizione di Imaginaria. Ed è proprio nel corso della kermesse pugliese che l’abbiamo intercettata e apprezzata.
Nato nei laboratori della Nanyang Technological University, School of Art, Design and Media di Singapore, Baozha! ci porta al seguito di un giovane angelo custode che deve imparare a non lasciarsi distrarre dalla tantissime tentazioni della società contemporanea che potrebbero distrarlo dal suo compito principale, ossia quello di salvaguardare la vita dell’anziana, distratta e adorata nonnina, per la quale non è ancora giunto il momento di lasciare l’esistenza terrena. Ma gli incidenti e gli infortuni sono sempre dietro l’angolo. Sta al protagonista impedire che possa accaderle qualcosa di spiacevole. Per farlo dovrà vedersela con piccole e grandi minacce che si presentano nel quotidiano, dietro le quali si celano i piani della Morte in persona, a cominciare da una tempesta di cavoli che piovono a tutta velocità sulla terra come meteoriti impazziti.
Il plot incentrato sulle (di)avventure terrene dell’angelo custode di turno alle prese con la difesa dei cari ancora in vita non brilla certo per originalità, tanto che di vicende analoghe a quelle raccontate da Liu nella storia della Settima Arte ce ne sono a dosi massicce, soprattutto nei lungometraggi di fiction (da Ghost a Il cielo sopra Berlino, passando per il remake a stelle e strisce City of Angels, senza dimenticare ovviamente Il paradiso può attendere e l’originale L’inafferabile signor Jordan). Eppure Baozha! brilla lo stesso di luce propria, merito dello humour coinvolgente con il quale il cineasta asiatico porta sullo schermo le peripezie marziali del protagonista. Liu riesce a fare praticamente a meno dei dialoghi per affidarsi esclusivamente a una sequenza di scene divertentissime, condite da spassose gag, capaci di regalare alla platea sorrisi a profusione. Il risultato è un piccolo film che parla di legami indissolubili, coraggio e forza di volontà, che riesce per fortuna a fare scrollarsi di dosso quella mielosa e stucchevole morale che trasuda gran parte delle volte dalle pellicole made in Walt Disney.
Al resto ci pensa la pregevole confezione, resa possibile grazie alla tecnica dell’animazione in 2D, che riporta la mente di default, soprattutto per i colori e l’ambientazione orientale, alla saga di Kung Fu Panda. Insomma, una perla breve che non ha niente da invidiare ai blockbuster animati dei kolossal statunitensi.

Francesco Del Grosso