Ballad in Blood

0
7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

Sesso, sangue e surrealtà

Ruggero Deodato torna alla regia dopo più di venti anni con Ballad in Blood, horror ispirato alla vera storia dell’omicidio della studentessa americana Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007, proiettato in questi giorni al Fantafestival di Roma – giunto alla 38a edizione.

Notte di Halloween nella piccola cittadina di Orvieto. La studentessa ceca Lenka fa baldoria in un cocktail di sesso e droga insieme al fidanzato Jacopo e all’amico di colore Duke. Al risveglio, i tre trovano il corpo della giovane amica inglese Elizabeth senza vita. Assassinata. Inizia così un turbinoso rapporto a tre alla ricerca dei ricordi perduti, del colpevole e di una possibile soluzione che porti tutti fuori dai guai, in un crescendo di tensione, sesso e pazzia, soprattutto da parte della protagonista Lenka, una sexy, bellissima e credibilissima Carlotta Morelli, perfettamente a suo agio nel non facile compito di interpretare una personalità borderline recitando per quasi tutto il film senza vestiti. Molto bravi anche gli altri protagonisti, da Gabriele Rossi a Roger Garth ed Ernesto Mahieux; una nota speciale per l’esordiente Edward Williams, che interpreta il prestante ragazzo di colore e di cui lo stesso Deodato, presente in sala, racconta un simpatico aneddoto: per farlo recitare con naturalezza, il regista ha detto al giovane americano newyorkese: “recita Harlem”. Chicca del film: il cameo dello stesso regista nei panni di un professore universitario.

Un film nel complesso godibile, rutilante e vorticoso nello svolgimento, con punte quasi comiche che smorzano la tensione thriller-horror-erotica che lo pervade. Splendida e perfetta la colonna sonora, opera di un Claudio Simonetti, compositore tra l’altro di celebri musiche per Dario Argento, ben noto agli appassionati.
Da menzionare inoltre che Ruggero Deodato, oltre al film Ballad in Blood, al Fantafestival ha presentato anche il libro “Cannibal Holocaust 2“, sceneggiatura inedita del film mai girato, sequel del famoso Cannibal Holocaust, l’agghiacciante e controverso film di ultraviolenza che valse al regista il soprannome di Monsieur Cannibal.

Michela Aloisi