
Giovanni Modica
Sette note in nero di Lucio Fulci
Viaggio nel cinema della precognizione e del Tempo
Morpheo edizioni, Piacenza 2008
In un periodo di rivalutazione generale di certo cinema di genere italiano, appare naturale la pubblicazione di un simile volume, scritto con competenza da Giovanni Modica, appassionato ed espertissimo di cinema italiano anni Settanta e di Lucio Fulci in particolare. Fulci è sempre stato un regista sfuggevole alla categorizzazione da parte della critica più nobile, un uomo che ha saputo coniugare nel suo lavoro l’intellettualismo con il popolarismo di certo cinema di genere. Non è un caso che Fulci abbia riscosso maggior successo all’estero, in America soprattutto, dove la distinzione fra cinema d’autore e cinema di genere non è così netta. Pur firmando film altalenanti, Fulci ha sempre avuto un’idea di cinema lucida e senza compromessi. Oggi, a fatica, si riesuma la sua opera e la si sottopone a revisione critica. Il rischio, come sempre, è quello di lasciarsi andare dall’entusiasmo, buttandosi piuttosto sull’agiografia (il volume curato da Gordiano Lupi e As Chianese ed edito da Il Foglio letterario ci sembra andare in questa direzione, pur essendo completo nel suo approccio), scegliendo di analizzare un singolo film e, peraltro, quello che rientra nella categoria dei meno conosciuti del regista romano, Modica adotta una prospettiva che “pulisce” da ogni eventuale trasporto emozionale lo studio critico, sebbene permangano nel risultato finale piccole tracce di passione personale. Ma andiamo a vedere in che modo Modica ha organizzato la ricerca: l’autore letteralmente sviscera tutte le tematiche della pellicola fulciana, partendo da una riflessione sulla chiaroveggenza come scienza o leggenda fino ad arrivare all’analisi di tutti gli elementi che vanno a costituire l’essenza narrativa del film. Dopo essersi addentrato all’interno di Sette note in nero, Modica dedica ampio spazio al confronto fra l’opera di Fulci e tutti quei film italiani e non che presentano rimandi più o meno indiretti alla pellicola fulciana, arrivando a fare confronti interessanti, tirando in ballo registi come Hideo Nakata e M. Night Shyamalan, per poi occuparsi di analizzare le musiche, il contesto storico-culturale in cui Sette note in nero s’inserisce, effettuando in seguito il confronto con gli altri gialli di Fulci, da Non si sevizia un paperino a Una lucertola con la pelle di donna, studiando le scelte prettamente registiche adottate da Fulci, le influenze letterarie (sempre presenti nel suo cinema), il collegamento con film più recenti, magari aventi come tematica centrale il Tempo (Minority Report, Femme fatale, Déjà-vu, Le verità nascoste ecc.). Segue una sezione più tecnica, che si occupa di gettare un veloce sguardo sugli interpreti del film, sulle location e sul soggetto. Si arriva alle interviste a Ernesto Gastaldi, autore del primo soggetto di Sette note in nero, a Dardano Sacchetti, autore della sceneggiatura, e a Sergio Salvati, abituale collaboratore di Fulci (ha collaborato per 11 dei suoi film), che ha magnificamente fotografato la pellicola. Il libro di Modica si conclude con una chicca: l’analisi del remake indiano di Sette note in nero, 100 days di Parhto Ghosh.
Un libro, quello edito dalla casa editrice piacentina, che ha il pregio di fornire degna analisi a un film altrimenti snobbato dai più, e che riesce ad essere completo e puntuale nonostante l’evidente amore di Modica nei confronti di Fulci.
Andrea Fontana

Giovanni Modica
Sette note in nero
Viaggio nel cinema della precognizione e del Tempo
Morpheo edizioni, Piacenza 2008
Pagine: 232
Prezzo: euro 15
Galleria fotografica
Sette note in nero di Lucio Fulci, di Andrea Fontana (28/05/2009)




