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Teza
di Haile Gerima
Cari vecchi compagni...
Se il vento fischiava ora fischia più forte
le idee di rivolta non sono mai morte; se c'è chi lo afferma non state a sentire, è uno che vuole soltanto tradire; se c'è chi lo afferma sputategli addosso, la bandiera rossa ha gettato in un fosso. Contessa, Paolo Pietrangeli La cronaca del ritorno dell’intellettuale africano Anberber al suo paese d’origine durante il repressivo regime marxista di Haile Mariam Mengistu e della presa di coscienza del proprio disallineamento e della propria impotenza di fronte alla dissoluzione dei valori umani e sociali del suo popolo. [sinossi – laBiennale.org]
Teza è un affresco storico importante, magari non perfettamente calibrato, ma sincero e, soprattutto, capace di mettere in scena le drammatiche contraddizioni e il fallimento della rivoluzione comunista e, forse ancor più dolorosamente, l'incapacità degli intellettuali di incidere realmente nella vita e nel destino del loro Paese. Haile Gerima, tra i più importanti cineasti del continente africano, immerge il suo protagonista, il medico Anberber (Aron Arefe), in una dimensione straniante, in cui la distanza col resto del mondo, qualsiasi mondo, sembra incolmabile. Anberber è straniero ovunque: è un intellettuale in una nazione che pretende forza e azione, è un nero per i bianchi, un bianco per i neri, è un oggetto incomprensibile anche per il suo villaggio. Anberber è colui che osserva e che da tutti è osservato, quasi immobile nello scorrere del tempo. I suoi libri, i suoi studi, la sua medicina sono destinati a scontrarsi con un muro invalicabile.
Quando saremo
vicino a te noi ti daremo un'altra legge e un altro re. Faccetta nera, G.Micheli-M.Ruccione Teza, ricostruendo buona parte della storia del Novecento dell'Etiopia, storicamente nota anche come Abissinia, riapre numerose ferite, a partire dal “travagliato” rapporto tra lo stato africano e il Bel Paese: eravamo nel Ventennio (forse un po' diverso da quello raccontato da Pupi Avati nel suo Il papà di Giovanna) e la voglia di avere un nostro glorioso Impero coloniale (!) aveva contagiato le alte sfere. L'impresa sembrava semplice e redditizia...
Nel lungometraggio di Haile Gerima rimane, vessillo del passato, il Monte Mussolini, simbolo di intenzioni propagandistiche finite male. Per il protagonista è un luogo di ricordi d'infanzia, destinato a sporcarsi nuovamente di sangue. Lo sguardo del regista, ovviamente, si concentra soprattutto sui conflitti interni, a partire dall'opposizione al potere di Haile Selassie, indigesto regalo anglosassone al popolo etiope. Il 1974, anno della tanto agognata liberazione da Selassie, aprirà un'altra stagione drammatica: l'utopia socialista (di qualsiasi ispirazione, perfino albanese) provocherà morte e disperazione, ingiustizie e massacri. In mezzo a tutto questo, i principi e la moralità dell'intellettuale di sinistra Anberber: il fallimento delle idee e dei suoi sogni politici è anche un doloroso fallimento personale, intimo. Teza mette in scena, con sguardo lucido e inevitabilmente pessimista, un destino cui non si può sfuggire: la guerra, qualsiasi guerra, continuerà a portare via i ragazzini che cercheranno di uscire dalle grotte. La fuga dal proprio Paese, come nella ricca Germania che ha respinto violentemente Anberber (brutale ed efficace la sequenza dell'insensato e violentissimo pestaggio, sorta di esecuzione senza senso), non sembra una via facilmente percorribile. E dalle grotte, prima o poi, si dovrà uscire. Nonostante un palese squilibrio, narrativo e visivo, tra le sequenze africane e i flashback europei e la comprensibile necessità di voler raccontare ogni aspetto storico e politico, col risultato di accumulare troppo materiale nella seconda parte, Teza si segnala come una delle pellicole più interessanti di Venezia 65, grazie anche ad una suggestiva messa in scena.
Teza racconta il travaglio di una nazione, di un popolo, di un movimento, di un intellettuale, estendendo lo sguardo ben oltre i confini etiopici e africani. Amaramente, bisogna prenderne atto: le idee, per quanto forti e giuste, finiscono (troppo) spesso per scontrarsi con la dura realtà. L'utopia africana degli Anni Settanta sembra oramai lontanissima. Enrico Azzano
Venezia, 2-09-2008
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| Scheda tecnica | ||
| Titolo Originale: Teza Paese / anno: Etiopia, Francia, Germania, 2008 Regia: Haile Gerima Sceneggiatura: Haile Gerima Fotografia: Mario Masini Montaggio: Haile Gerima, Loren Hankin Scenografia: Patrick Dechesne, Alain-Pascal Housiaux, Seyum Ayana Costumi: Wassine Hailu Colonna sonora: Vijay Iyer, Jorga Mesfin |
Produzione: Pandora Film Prod., Negod-Gwad Prod. Distribuzione: Ripley's Film Durata: 140' Data di uscita: 27-03-2009 Interpreti: Aron Arefe Abiye Tedla Takelech Beyene |
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Teza, di Enrico Azzano (27/03/2009)








