La promessa dell'assassino
di David Cronenberg
 
Ballo di morte
 
Una Londra grigia, minacciosa, emotivamente sospesa e raggelata dalla straordinaria fotografia di Peter Suschitzky. Una ragazza dell’est troppo giovane per morire abbandona la vita dando alla luce prematuramente una bambina. Anna, un’infermiera di origini russe, scopre il diario della giovane, mettendosi sulle tracce delle sue origini. Ignara dei terribili segreti che quella morte nasconde.
I grandi autori, si sa, amano sperimentare, spingersi sempre oltre il conosciuto. David Cronenberg, ancora alle prese con un film apparentemente di genere dopo il magnifico History of Violence, sta facendo esattamente questo, ovvero ridisegnare a suo modo i confin del noir permeandolo della visione esistenziale che gli è sempre appartenuta, quella cioè di un dolente pessimismo “filosofico” che scuote e commuove tanto è profondo e sincero. In Eastern Promises - ci rifiutiamo di menzionare l’insensato titolo italiano: ma di quale promessa si sta parlando? E l’assassino poi chi diavolo sarebbe?? - tutti i personaggi sono prigionieri del ruolo che ha assegnato loro il Destino, tutto è successo ben prima. Il capolavoro di Cronenberg si apre nel sangue e nel segno dell’inevitabilità del sangue prosegue. La ragazza dell’est, arrivata a Londra in cerca di fortuna (da cui l’assai più evocativo titolo originale…), è già stata uccisa dai suoi aguzzini della mafia russa con molto anticipo rispetto alla sua morte fisica attraverso l’annientamento morale della sua persona, costretta alla prostituzione e ripetutamente stuprata. L’infermiera Anna (assai funzionale l’interpretazione di Naomi Watts), pure lei di origine russa, si è già scontrata con il dolore (un aborto spontaneo) ed il pregiudizio (il padre del bambino mai nato era di colore). L’autista della mafia Nikolai (uno straordinario Viggo Mortensen, qui alla miglior prova attoriale della carriera) ha già fatto le proprie significative scelte molto prima che il film avesse inizio. Come pure il medesimo discorso vale per il figlio del capo-cosca Kirill (un bravissimo Vincent Cassel), psicotico costretto, per evidenti ragioni di appartenenza tribale, a dissimulare la sua omosessualità e l’attrazione per Nikolai.
In sostanza Cronenberg costringe lo spettatore ad una doppia operazione, quella di seguire le tante sfaccettature di una trama comunque complessa e ben articolata e quella di eseguire un doloroso scavo nel passato dei personaggi, solo pedine di un gioco enormemente più grande di loro. E non è un caso che tra numerosi sgozzamenti, pugnalate dritte nel bulbo oculare, dita di cadavere mozzate ed altro ancora, l’inquadratura maggiormente angosciante - e molto ma molto “cronenberghiana” - vede il feto prematuro della bambina figlia di “una storia di violenza” attaccata ai macchinari, artificialmente tenuta in vita affinché possa, persino lei, andare incontro al suo Destino. In qualche modo scritto.
Un film, nella propria bellezza anche coreografica (vedere la magnifica sequenza della sauna, autentico “balletto” di morte dove si fronteggiano ferocia animalesca ed innato istinto di sopravvivenza…), definitivo e devastante.

Daniele De Angelis
Scheda tecnica
Titolo Originale: Eastern Promises
Paese / anno: UK, Canada, USA, 2007

Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: Steven Knight
Fotografia: Peter Suschitzky
Montaggio: Ronald Sanders
Scenografia: Carol Spier
Costumi: Denise Cronenberg
Colonna sonora: Howard Shore
 
Produzione: Serendipity Point Films, BBC Films
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 96'
Data di uscita: 14.12.2007

Interpreti:
Viggo Mortensen
Naomi Watts
Vincent Cassel
Armin Muller-Stahl
 
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La promessa dell'assassino, di Daniele De Angelis (14/06/2008)