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Big City
di Djamel Bensalah
Quando i genitori non ci sono i bimbi ballano… Scorrendo rapidamente la filmografia di Djamel Bensalah si intuisce, senza molte difficoltà, quale sia il punto debole del simpatico, un po’ ingenuo ma volenteroso Big City, western a misura di bambino: il regista francese, abbastanza giovane e con un buon numero di progetti già realizzati (Il était une fois dans l'oued, Le Raid, Le ciel, les oiseaux,... et ta mère!), non sembra, infatti, dedicare particolare attenzione alla messa in scena, limitandosi a confezionare un prodotto presentabile attorno ad una struttura narrativa dalle evidenti inclinazioni didascaliche. Big City, destinato ad un pubblico di ragazzini e\o bambini, avrebbe avuto bisogno, probabilmente, di un regista più a suo agio con il genere western, soprattutto dal punto di vista visivo: non appare sufficiente, infatti, rimodellare i cliché del genere sui piccoli (e bravi) protagonisti. Sebbene alcune gag siano abbastanza divertenti, il risultato complessivo non convince: è apprezzabile il tentativo di veicolare importanti messaggi (rispetto della natura, convivenza pacifica, rispetto del prossimo, integrazione tra culture diverse, rispetto della legalità e via discorrendo), ma dopo un inizio incoraggiante il lungometraggio palesa i suoi limiti, soprattutto in alcune scene che travalicano, forse inconsapevolmente, la soglia del kitsch – le parentesi musicali, del tutto gratuite, affossano irrimediabilmente la parte centrale. Sulla scia del telefilm buonista La casa nella prateria (Little House on the Prairie, 1974-83), Big City propone un Selvaggio West addolcito e, indiani a parte, l’attenzione è focalizzata sull’organizzazione cittadina, sulla rudimentale ma crescente struttura economica: in poche parole, i primi passi degli Stati Uniti verso lo strapotere del XX e XXI secolo. Nonostante i due lungometraggi facciano parte di logiche produttive incredibilmente distanti, sarebbe interessante confrontare la rilettura della storia americana – o, per essere più precisi, la storia del petrolio americano – dal punto di vista de Il petroliere di Paul Thomas Anderson e del fanciullesco Big City… Bensalah, in ogni caso, lancia un paio di velenose frecciatine alla prima potenza mondiale, ironizzando, in una sequenza insolitamente cinica, sul concetto di libertà e uguaglianza: anche in un film per bambini, in fin dei conti, si trova lo spazio per mettere in discussione il mito americano.Più adatto ad un pubblico di fanciulli che a fan oramai cresciuti del cinema western, Big City non riesce nell’impresa di seguire le orme di Piccoli gangsters (Bugsy Malone, 1976) di Alan Parker: un prodotto per famiglie, non irrinunciabile, ma che potrebbe, quantomeno, avviare qualche piccolo spettatore al culto del Far West. Enrico Azzano
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| Scheda tecnica | ||
| Titolo Originale: Big City Paese / anno: Francia, 2007 Regia: Djamel Bensalah Sceneggiatura: Djamel Bensalah Fotografia: Pascal Genesseaux Montaggio: Jean-Francois Elie Scenografia: Paul Healy Costumi: Nathalie Leborgne Colonna sonora: Erwann Kermorvant |
Produzione: Miroir Magique! Distribuzione: VIDEA-CDE Durata: 100' Data di uscita: 25-07-2008 Interpreti: Vincent Valladon Paolina Biguine Eddy Mitchell Claire Borotra |
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Big City, di Enrico Azzano (14/07/2008)













