
|
Fuori menù
di Nacho G. Velilla
Tutto (o quasi) su mio padre
Maxi (interpretato dal bravo Javier Cámara di Parla con lei di Pedro Almodovar) è il talentuoso e ultra-professionale chef di un ristorante che versa in difficoltà economiche. La sua vita personale e familiare è a dir poco complessa. E' orgogliosamente gay, ma ha una moglie gravemente ammalata con due figli che non ha praticamente mai visto. Fa di tutto per gettare la sua dipendente Alex tra le braccia dell'ex calciatore Horacio ma quest'ultimo invece si innamora di lui, dando vita ad un'interminabile sequela di equivoci. In più, il giorno fatidico in cui è previsto l'arrivo dell'esperto che dovrebbe assegnare il massimo delle stelle al locale per risollevarne così un po' le sorti coincide con il compleanno del figlio adolescente, il quale ce l'ha a morte con Maxi e pure con qualche fondato motivo...
A voler leggere oltre le righe di questa commedia iberica intitolata simpaticamente Fuori menù a testimoniare, tra le altre cose, che per vivere la vita non è sano concentrarsi troppo sul lavoro, non è difficile percepire il vento di autentico liberismo sociale che soffia in quel paese. Se la definizione di film da era Zapatero risulterebbe oltremodo forzata, è pure vero che Fuori menù riesce ad affrontare tematiche delicate come omosessualità e famiglia - riuscendo persino a scherzare e far riflettere sull'accostamento assai "bigotto" tra omosessualità e pedofilia - sempre con il sorriso sulle labbra e con la leggerezza necessaria a non prendersi troppo sul serio, visto che di commedia si tratta. Ad una prima parte, forse troppo tirata per le lunghe, di carattere decisamente introduttivo dei vari personaggi, la pellicola diretta da Nacho G. Velilla spara le sue cartucce migliori nella seconda metà, allorquando si tirano le fila delle numerose sotto-trame ed ogni nodo narrativo trova la propria felice conclusione. Comunque sintomatico del vento genuinamente libertario che si respira in Spagna, Fuori menù ragiona in maniera non banale su un concetto come quello della diversità sessuale - ma anche, più semplicemente, caratteriale - veicolando un messaggio di tolleranza e comprensione viste come uniche risorse possibili per un vivere civile degno di questo nome; sarebbe però un grave errore pensare ad un film “buonista” - o comunque conciliatorio ad ogni costo – nel senso deteriore del termine: in Fuori menù la patina di sana cattiveria che ricopre l'insieme è piuttosto evidente e non a caso i momenti comici e le battute migliori sono quelle in cui vengono preso di mira le filosofie dei soliti benpensanti sugli omosessuali; e soprattutto quelle messe in bocca all'omofobo - e non a caso anziano e paralitico, quasi il simbolico residuato di un tempo che fu, almeno tra i nostri cuginetti latini... - genitore del protagonista (l'aneddoto sull'infermiere della banca del seme, licenziato perché “beveva” troppo...), oppure la troppo comune corrente di pensiero che vedrebbe inevitabilmente la pedofilia come sbocco ulteriormente depravato della già, per le correnti religiose più oltranziste, deprecabile “malattia” omosessuale, su cui come scritto poc'anzi si fa ironia attraverso il personaggio della madre di Maxi, addirittura sospettosa sulla possibilità di un rapporto tra il figlio ed il nipote, ovvero il sangue del suo sangue. In parte penalizzato da una regia troppo piattamente televisiva, incapace di infondere ulteriore verve ad uno scenario familiar-sociale comunque ben sbozzato da una sceneggiatura che impiega un po' di tempo prima di far entrare completamente lo spettatore nei ritmi comici della pellicola, Fuori menù, per tutta una serie di motivazioni non difficili da intuire, resta un film destinato a suscitare più di un pizzico d'invidia a noi abitanti del beneamato stivale: riuscite ad immaginare il giorno in cui in Spagna saremo in grado di esportare una commedia più o meno brillante sugli argomenti affrontati da Fuori menù, magari con doverosa reintitolazione in Fuori tabù, che non sia un innocuo filmetto sentimentale alla Diverso da chi?, uscito proprio in questa stagione per la regia di Umberto Carteni? Di certo dovranno trascorrere decenni, con il fondato sospetto che tale previsione possa peccare di inguaribile ottimismo... Daniele De Angelis
|
||
| Scheda tecnica | ||
| Titolo Originale: Fuera de carta Paese / anno: Spagna / 2008 Regia: Nacho G. Velilla Sceneggiatura: Oriol Capel, Antonio Sanchez, David Sanchez, Nacho G. Velilla Fotografia: David Omedes Montaggio: Angel Hernandez Zoido Scenografia: Javier Fernandez Costumi: Silvia Garcia Bravo Colonna sonora: Junjo Javierre |
Produzione: Antena 3 Television, Canguro Produzioni Internazionali, Ensueño Films Distribuzione: Bolero Film Durata: 111' Data di uscita: 24-04-2009 Interpreti: Javier Cámara Lola Dueñas Carlos Leal Fernando Albizu |
![]() |
| Galleria fotografica | ||
| Commenti | ||
| ||
Lascia un commento
Fuori menù, di Daniele De Angelis (24/04/2009)









