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Io & Marley
di David Frankel
My Dog's Life
C'era in effetti più di qualche motivo d'interesse per seguire con attenzione la proiezione di Io & Marley, ultimo campione d'incassi di quella moda "canina" hollywoodiana che sembra aver colpito come un morbo dal velocissimo contagio il vasto pubblico d'oltreoceano. Dopo Beverly Hills Chihuahua di Raja Gossnell ed il coevo Hotel Bau firmato dal carneade Thor Freudenthal, usciti a strettissimo giro di posta nelle nostre sale, il testimone è ora passato al David Frankel de Il diavolo veste Prada, a cui è toccato l'onore e l'onere di portare sul grande schermo il progetto di gran lunga più ambizioso del terzetto: il racconto del percorso esistenziale di un personaggio, il giornalista John Crogan (interpretato da un Owen Wilson monocorde come al solito), scandito negli anni dal suo rapporto con il cane Marley, un tanto splendido quanto decisamente vivace esemplare di labrador maschio.
La sceneggiatura, firmata da Don Roos (regista e sceneggiatore del buon The Opposite of Sex alla fine del decennio scorso) e Scott Frank (al suo attivo lo script di Minority Report per la regia di Steven Spielberg) pareva promettere bene, se non altro per il pedigree, tanto per usare un termine inerente alla materia, vantato dai suoi autori. Invece il risultato finale non riesce ad andare al di là di un ordinario spettacolino come tanti altri, delusione da addebitare in buona parte ad uno script rigidamente diviso in compartimenti stagni ed inopinatamente scaltro e ricattatorio nella parte finale, peraltro ricalcata su modelli hollywoodiani non esattamente nuovi. Nella prima parte della pellicola si assiste allo “svezzamento” del cucciolo Marley da parte della coppia composta da John e Jennifer (una Jennifer Aniston che, oltre al proprio nome di battesimo, mantiene pure la consueta recitazione non troppo spigliata), la quale dopo pochi giorni si accorge di essersi portata in casa una sorta di Attila a quattro zampe. Risultato: mobili e tappeti distrutti, abbondanti defecazioni a concimare il giardino, fughe improvvise del quadrupede con annessi avventurosi inseguimenti del povero John e addirittura l'umiliazione inflitta da Marley ad una sventurata addestratrice di cani (una povera, in tutti i sensi, Kathleen Turner, la magnetica protagonista di un Brivido caldo a firma Lawrence Kasdan ormai smarrito nelle nebbie del passato) che finisce prontamente a gambe all'aria. Si ridacchia sì, ma con molta parsimonia nel contemplare i disastri di un cagnone destinato pure a mettere in crisi, per un breve periodo, il ménage dei due sposini. Che improvvisamente però, perché il vero amore è più forte di tutto il resto, si mettono a concepire figli a getto continuo. Il primo anticipo di momento drammatico di una pellicola che proprio non riesce a fondere compiutamente i due registri è quello in cui Jennifer perde in gravidanza il primo bambino; in breve seguito ne verranno altri tre, che cresceranno assieme all'ingombrante compagnia dell'ormai adulto labrador. Il quale, ovviamente, invecchia come gli esseri umani.Si giunge così al momento scandalosamente strappalacrime dell'ultima parte di un film decisamente troppo lungo per giustificare le proprie ambizioni mancate, in cui le tappe destinate a condurre alla dipartita (quasi) naturale del tenero Marley vengono mostrate dalla regia di Frankel senza risparmiare al pubblico, con l'evidente scopo di suscitare viva commozione, nulla della sofferenza canina. Non ci pare il caso di scendere nei particolari, però il procedimento di mostrare ogni aspetto della triste vicenda rispetto a quello di sottintendere e lasciare all'immaginazione spettatoriale, ci sembra francamente più tipico di una certa “pornografia” hollywoodiana piuttosto che di una pellicola che magari vorrebbe affermare qualcosa di nuovo, sempre beninteso nell'ambito del più puro intrattenimento, sul rapporto tra l'essere umano e quello che comunemente viene definito il suo migliore amico. E purtroppo in fondo è proprio questo che manca ad Io & Marley: la capacità di regalare un benché minimo spessore al legame che unisce i due principali protagonisti della pellicola. Chiunque abbia avuto la fortuna, nella vita, di amare un cane o un qualsiasi altro animale non ritroverà in Io & Marley traccia alcuna di verosimiglianza o realismo, per tacere di qualunque afflato poetico e romantico; ma solamente un filmetto commerciale assai banalotto che prova ad assolvere il proprio compito, quello cioè di incassare soldoni al botteghino, ricorrendo a mezzi sia eticamente leciti – ma di certo scontati - che spudoratamente scorretti. Le dure verità di un certo cinema pre-masticato, pre-digerito ed omogeneizzato senza possibilità alcuna di libertà e “vita propria”. Daniele De Angelis
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| Scheda tecnica | ||
| Titolo Originale: Marley & Me Paese / anno: USA / 2008 Regia: David Frankel Sceneggiatura: Scott Frank, Don Roos Fotografia: Florian Ballhaus Montaggio: Mark Livolsi Scenografia: Stuart Wurtzel Costumi: Cindy Evans Colonna sonora: Theodore Shapiro |
Produzione: Fox 2000 Pictures, Regency Enterprises
Distribuzione: 20th Century Fox Durata: 120' Data di uscita: 3-04-2009 Interpreti: Owen Wilson Jennifer Aniston Alan Arkin Kathleen Turner Eric Dane
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Io & Marley, di Daniele De Angelis (01/04/2009)









