American Horror Story. Mitologia moderna dell’immaginario deforme

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Oltre l’orrore

Acquistare e leggere un libro come “American Horror Story. Mitologia moderna dell’immaginario deforme”, scritto a quattro mani da Eleonora Saracino e Daniel Montigiani, non significa solamente appartenere alla numerosa schiera dei fan della celebre serie televisiva creata da Ryan Murphy e Brad Falchuk. Presuppone anzi l’essere in possesso di un interesse particolare, che spinga ad aprire la classica porta che si apre sul buio. Perché American Horror Story non è semplicemente il classico divertissement a carattere antologico, e perciò enciclopedico, creato ad arte dai suoi autori per stimolare nell’audience il gusto della citazione e/o della riscoperta di dolci e terribili paure (nella fattispecie i due termini non sono affatto in contraddizione, piuttosto risultano contigui). AHS è un viaggio attraverso un immaginario virato al nero in continuo divenire, modellato innanzitutto sulle forme inconsce dell’incubo, contando però su una lucidità di costruzione assai insolita per prodotti seriali di questo tipo. Tutto ciò racconta, con dovizia di particolari, il libro di Eleonora Saracino e Daniel Montigiani, aperto da una meravigliosa riflessione della poetessa ottocentesca Emily Dickinson che già apre squarci di necessaria oscurità in un periodo di eccessiva “esposizione luminosa” – dove tutto appare visibile, facilmente raggiungibile. Ma nulla è del tutto chiaro – come quello che stiamo vivendo oggi.
Il testo prende in esame le prime cinque stagioni della serie, tutte autoconclusive e con la possibilità di essere viste singolarmente, anche se ogni tassello finisce con il far parte di un unico, stratificato discorso dotato di propria complessità. E già questo approccio non è per nulla facile da riscontrare nella serialità televisiva contemporanea, composta perlopiù di serie pluriennali che giocano sull’attesa infinita della platea da piccolo schermo. Ad ogni annata si dedica uno dei due estensori del testo, con l’eccezione della quarta, scritta a quattro mani. Un lavoro che non presenta alcuna disomogeneità di sorta, fondato soprattutto su una meticolosa analisi del testo visivo. Una disamina che apre la strada ad epifanie di senso realmente sconvolgenti, almeno per tutti coloro che hanno osservato la serie tv da un punto di vista esclusivamente ludico. Come del resto suggerisce il sottotitolo del libro “Mitologia moderna di un immaginario deforme”, il percorso narrativo intrapreso da Saracino e Montigiani è a doppio senso di circolazione, per usare una calzante metafora stradale trattandosi di viaggio simbolico. Da un lato vengono rintracciate le coordinate principali che conducono agli elementi classici della paura, intesi anche come luoghi fisici. Cioè la casa stregata, il manicomio, la dimora delle streghe, il circo dei reietti e l’albergo fatiscente ed infestato da spiriti. Dall’altro si fa il tragitto inverso, riscontrando quelle pulsioni, ataviche e persino psicoanalitiche, che si agitano nella società di ieri e di oggi. Fantasmi – e non tabù – chiamati razzismo, sessismo – e giustamente il testo rimarca la superiorità femminile a livello narrativo nella serie: esempio per tutti i fondamentali personaggi interpretati dalla magnifica Jessica Lange – ma pure ancestrali timori riguardanti il sesso o, in alcuni specifici casi, la perdita della verginità osservata come rituale di passaggio a dir poco minaccioso.
Un insieme che va a costituire una sorta di brodo primordiale nel quale il lettore – ovviamente più a proprio agio se fruitore della serie televisiva – si perderà con gioia, traendone un prezioso nutrimento. Oltre che un definitivo chiarimento sulla differenza tra vedere (magari distrattamente) un qualsiasi film o programma televisivo e guardarlo con attenzione. Allora sì che sarà possibile cogliere il dettaglio capace di rendere il tutto cristallino nella sua complessa e complessiva intelligibilità. “American Horror Story – Mitologia moderna dell’immaginario deforme” è un testo capace di informare e, al contempo, perfettamente in grado di stimolare la sete di sapere. Perché la curiosità di conoscere cosa si nasconde dietro quella porta chiusa è nel dna di tutti coloro che amano farsi spaventare da un qualsivoglia prodotto di genere. Persino da un libro.

Daniele De Angelis

American Horror Story. Mitologia moderna dell’immaginario deforme
di Daniel Montigiani ed Eleonora Saracino
2016. Viola Editrice
299 pagine
20 euro